Il mondo dei certificatori rimane un’esclusiva dei soggetti esentati per legge dalla formazione.
Da quando la riforma del Regime Adempimento Collaborativo ha introdotto, con il d.lgs. 221/2023, l’obbligo di certificare il sistema di gestione del rischio fiscale (Tax Control Framework – TCF) da un professionista indipendente, iscritto negli appositi elenchi gestiti dagli Ordini professionali dei Commercialisti ed Esperti Contabili e degli Avvocati, sono passati 2 anni, ma solo a febbraio prenderà il via il primo modulo per gli Avvocati che si sono iscritti a novembre 2025, mentre gli oltre 2000 Commercialisti che hanno effettuato la pre-iscrizione a ottobre ancora non hanno un calendario dei corsi.
Questo ritardo nell’implementazione dei percorsi formativi obbligatori, gestiti autonomamente dai due Ordini, sta provocando un’inevitabile distorsione del mercato, da un lato per l’offerta forzatamente limitata e, dall’altro, per i costi che, come in qualsiasi oligopolio, tendono a salire.
Nell’articolo pubblicato su Blast – Diritto Economia Fisco e TecnologiaChiara Forino evidenzia come questa situazione stia imponendo alle imprese interessate al nuovo obbligo scelte rischiose e penalizzando i professionisti che vogliono formalizzare le proprie competenze in ambito TCF o acquisirne di nuove.